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Come rendere la vita digitale più sostenibile

Se l'ecologia vi sta a cuore, allora dovrete rivedere un po' il vostro stile di vita digitale. Smartphone, email e ricerche web inquinano più di quanto pensiate
Come rendere la vita digitale più sostenibile FASTWEB S.p.A.

L'Internet of Things e l'Internet of Everything hanno e avranno un grosso impatto nella vita di tutti i giorni. E non solo nel senso cui siamo soliti pensare. È vero, "l'iperconnettività" ci rende in qualche modo la vita più semplice permettendoci di trovare qualunque cosa dovunque ci troviamo: per ordinare un pranzo o un caffè a domicilio basta avere la giusta app installata sullo smartphone, così come è possibile leggere la posta elettronica ovunque o controllare la temperatura in casa anche se ci si trova a decine di chilometri di distanza.

Quello a cui nessuno (o quasi) pensa è che tutte queste comodità hanno un prezzo, molto più alto di quello indicato dal listino prezzi o che ci viene richiesto al momento del download (questo in caso di app o servizio online). Un conto pagato in parte rinunciando a una fetta della nostra privacy (e quindi in dati e informazioni personali, soprattutto riguardanti le nostre abitudini) e in parte rosicchiando risorse naturali e aumentando la nostra impronta ambientale.

 

tecnologia sostenibile

 

Entro il 2020, quando nel mondo si conteranno decine di miliardi di oggetti connessi, l'energia utilizzata per inviare messaggi di posta elettronica, pubblicare tweet e postare foto su Facebook, guardare film in streaming e giocare online con i propri amici produrrà il 4% delle emissioni di gas serra dell'intera Europa. Anche una sola ricerca su Internet, insomma, inciderà sull'emissione di CO2 e sul surriscaldamento globale. La tecnologia, però, può essere più sostenibile: basta avere qualche minima accortezza in più per uno stile di vita digital e green allo stesso tempo.

Breve, concisi ed esaudienti

 

google search

 

I motori di ricerca sono quotidianamente subissati da miliardi di richieste che riguardanti un po' tutto lo scibile umano (era questo, alla fin fine, l'obiettivo iniziale di Google). Dalle ricette per il cenone di capodanno al testo della canzone che si stava ascoltando alla radio, passando per traduzioni, nomi di personaggi dello spettacolo o dello sport e sinonimi e voci del vocabolario. Li utilizziamo così tanto frequentemente che spesso nemmeno ci rendiamo conto che ogni singola richiesta inviata ai server dei vari Big G, Bing e Yahoo! ha un impatto tutt'altro che secondario a livello di consumo energetico e, quindi, di emissioni di CO2.

Si calcola, infatti, che ogni SERP mostrata richieda 0,0003 kWh e produca un'emissione di 0,2 grammi di anidride carbonica nell'atmosfera. Moltiplicando questo valore per i milioni di miliardi di ricerche effettuate quotidianamente in tutto il mondo si ottiene una cifra astronomica. Per ridurre l'impatto ambientale delle ricerche web si consiglia, dunque, di creare una lista di preferiti da cui attingere ogni volta che si vuole visitare un portale particolarmente apprezzato.

Un'email in meno al giorno toglie il CO2 di torno

 

google mail

 

Con oltre 3 miliardi di utenti e centinaia di migliaia di messaggi scambiati ogni giorno, la posta elettronica è uno dei servizi Internet più utilizzati a livello globale. Sfortuna vuole che sia anche uno dei maggiori responsabili di emissioni di CO2 in ambito tecnologico. Secondo alcune ricerche, infatti, l'invio di un singolo messaggio di posta elettronica produce circa 6 grammi di CO2, che si traducono, in ambito professionale, in decine di chilogrammi di gas serra immessi nell'atmosfera terrestre ogni anno. In questo caso la soluzione è molto semplice: anziché riempire il campo dei destinatari con gli indirizzi email di tutti i colleghi, è consigliabile inviare il messaggio solo a utenti realmente interessati alla conversazione. La natura vi ringrazierà.

Non serve essere sempre online

 

sempre online con smartphone

 

Anche gli smartphone hanno un'impronta ecologica più ampia di quanto si possa immaginare. In particolar modo se si tiene sempre accesa la connettività Wi-Fi e 3G (o 4G a seconda del modello di telefonino): questo porterà la batteria smartphone a scaricarsi più in fretta (anche se in stand by, ad esempio, un cellulare connesso a Internet consuma quanto un telefono attivo non connesso) e, quindi, doverle ricaricare dopo un lasso di tempo minore.

Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, gli sprechi energetici a livello globale arriveranno presto a costarci 120 miliardi di dollari ogni anno. Un utilizzo più intelligente e accorto dei nostri dispositivi mobili permetterà di ridurre il consumo di energia elettrica e il nostro impatto ambientale.

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