Ricarica veloce

Cos'è e come funziona la ricarica veloce negli smartphone

Tecnologia sviluppata in maniera indipendente da diversi produttori, permette di estendere l'autonomia dei dispositivi con pochi minuti di ricarica
Cos'è e come funziona la ricarica veloce negli smartphone FASTWEB S.p.A.

In attesa che le tante ricerche portate avanti nel campo delle batterie per dispositivi elettronici diano i loro frutti, rappresenta il miglior alleato di tutte quelle persone che hanno costantemente a che fare con uno smartphone scarico o con qualunque altro gadget sempre a corto di energia. La tecnologia di ricarica veloce si è affermata negli ultimi anni come vero e proprio deus ex machina del settore della telefonia mobile. Il perché è presto detto: in un momento storico nel quale le batterie sembrano essere sempre meno capaci di assicurare un'autonomia sufficiente ad arrivare quanto meno a metà giornata, la ricarica veloce consente di muoversi liberamente senza timore di restare senza smartphone.

Come funziona la ricarica veloce degli smartphone

Quando si collega un telefonino al caricabatterie, la corrente dell'impianto elettrico di casa (o dell'ufficio o del bar in cui si sta passando la mattinata) viene "filtrata" dai circuiti interni dell'alimentatore in modo che non possa nuocere alle componenti interne dello smartphone. Solitamente, infatti, i dispositivi mobili hanno una "soglia limite" oltre la quale si rischia di mandare in corto circuito batteria e altre componenti e dare vita a un incendio. Il caricabatterie si occupa, dunque, di abbassare i valori dell'amperaggio e del voltaggio della corrente elettrica, così da portarli a livelli "accettabili" per l'intero dispositivo.

 

Ricarica veloce

 

Con la ricarica veloce si massimizza l'efficienza di ricarica, elevando il livello di potenza (o wattaggio) che può essere assorbita dalla batteria e velocizzando, così, l'intero procedimento. In particolare, si preferisce agire principalmente sul voltaggio (lasciando inalterato o quasi l'amperaggio) e affidando la gestione dei flussi di corrente a dei chip sviluppati appositamente. In questo modo è possibile ridurre in maniera esponenziale i tempi di ricarica di uno smarphone scarico. Le ultime versioni delle varie tecnologie di quick charge promettono di ricaricare fino al 50% della batteria nel giro di una manciata di minuti (5 o 10, a seconda del proprio telefonino) contro le decine e decine di minuti richiesti sino a qualche anno fa.

La ricarica veloce danneggia la batteria o lo smartphone?

Anche se a una prima occhiata la ricarica veloce potrebbe sembrare addirittura dannosa per i propri dispositivi, è vero l'esatto contrario. I continui miglioramenti fatti registrare dalle tecnologie di gestione della potenza di ricarica, infatti, hanno permesso di elevare gli standard di sicurezza, tanto che tutti i produttori di smartphone (o quasi) integrano la ricarica veloce all'interno dei loro dispositivi. Allo stato attuale, dunque, la cosiddetta quick charge (se ben implementata, ovviamente) non danneggia né la batteria né le componenti interne del telefonino e, soprattutto, è innocua per chi si trova a utilizzare questi dispositivi.

 

Ricarica veloce wireless

 

Ricarica veloce: gli standard principali

Poiché la ricarica veloce è oggi una delle funzionalità più richieste dagli utenti sui dispositivi top di gamma, nel tempo vari produttori hanno sviluppato e tentato di imporre diversi standard per il quick charge. In alcuni casi, come per il VOOC, si tratta di standard aperti alla partecipazione di altri produttori, che usano lo standard su licenza ma con un nome diverso.

  • USB Power Delivery

Poiché praticamente tutti gli smartphone e i tablet si ricaricano tramite un cavo USB già nel 2012 l'USB Implementers Forum (USB IF) ha ufficializzato lo standard USB Power Delivery per la ricarica veloce. Attualmente i dispositivi compatibili con l'USB-PD possono essere ricaricati fino a 100 Watt di potenza, che è un valore molto elevato.

  • Qualcomm Quick Charge

Qualcomm è al momento il leader del mercato dei SoC, i chipset e le CPU usate nei dispositivi mobile. Non stupisce, quindi, che il produttore americano abbia proposto il suo standard Quick Charge per la ricarica veloce. Al momento la versione più evoluta di questo standard di ricarica è il Quick Charge 5.

  • Samsung Adaptive Fast Charging

Il Samsung Adaptive Fast Charging è lo standard proprietario usato da Samsung per la ricarica dei suoi smartphone e tablet. Rispetto ad altri standard concorrenti offre però una potenza di ricarica molto più bassa: appena 18 Watt massimi.

  • Oppo Super VOOC

Il Super VOOC è un'evoluzione del VOOC, che è lo standard di ricarica veloce di Oppo. Si tratta di uno standard aperto ad altri 23 partner e quindi è possibile trovarlo anche su dispositivi e caricatori di altri produttori (il OnePlus Warp Charging, ad esempio, è lo stesso standard con un altro nome). A differenza di USB Power Delivery e Qualcomm Quick Charge il VOOC (che sta per Voltage Open Loop Multi-step Constant-Current Charging) lavora a corrente continua: 5 Volt. Quello che cambia, per aumentare la potenza erogata al dispositivo, è l'amperaggio. Il VOOC 4.0 da 30 Watt di potenza, ad esempio, lavora a 5V per 6A. Il SuperVOOC, invece, usa un voltaggio fisso pari a 10 Volt, con 5 Ampere di intensità di corrente, per una potenza massima di 50 Watt.

  • OnePlus Warp Charging

OnePlus utilizza lo standard Warp Charging, in grado di erogare ai dispositivi da ricaricare fino a 30 Watt di potenza. Warp Charging è il nome commerciale, ma in realtà si tratta del già citato standard VOOC 4.0 da 30 Watt massimi in uscita.

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