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VPN, sono legali?

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Come utilizzare le reti virtuali private nel rispetto della legge, ma anche come capire quali attività illecite prevedono l’utilizzo di VPN o servizi simili

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In Breve (TL;DR)

  • Le VPN sono legali nella maggior parte dei Paesi, tra cui l’Italia, a condizione che vengano usate per attività lecite.
  • L’utilizzo per scopi illeciti, come violazioni del diritto d’autore o truffe online, resta vietato anche se si è connessi tramite VPN.

Le VPN sono una tecnologia particolarmente apprezzata da chi ha a cuore la propria privacy online, ma quand’è che il loro utilizzo è effettivamente legale? Per rispondere a questa domanda bisogna partire da una distinzione fondamentale. 

Da una parte ci sono le reti virtuali private intese come tecnologia, dall’altra ci sono gli utenti e le diverse attività che hanno intenzione di compiere attraverso l’utilizzo di una o più VPN. A ciò si aggiungono le regolamentazioni dei singoli Paesi del mondo. 

A partire dall’Italia, dove le VPN sono tendenzialmente legali, a patto che vengano utilizzate in maniera opportuna. Fino ad arrivare a paesi come Iran o Corea del Nord, in cui è formalmente proibito ricorrere a reti virtuali private. 

Cosa dice la legge rispetto alle VPN

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Shutterstock

Quando si parla di legge e tecnologia, è sempre molto importante fare una distinzione precisa tra la tecnologia in sé e l’uso che il singolo cittadino intende farne. In questo senso le VPN non fanno eccezione.

In Italia l’utilizzo delle VPN è del tutto lecito, così come, in termini astratti, non è illegale un’altra tecnologia controversa come il peer-to-peer. Allo stesso tempo esistono diversi comportamenti illeciti che possono venire perpetrati attraverso le VPN

Nel resto del mondo il quadro normativo varia di caso in caso ed esistono diversi Paesi in cui esistono restrizioni più o meno astringenti relative all’uso delle VPN. È il caso ad esempio della Cina, in cui le reti virtuali private possono essere utilizzate soltanto per accedere a una selezione limitata di siti e servizi passati al vaglio dell’autorità locale. 

In Italia le VPN sono tecnicamente legali, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa. In altri Paesi del mondo sono invece proibite. 

Un discorso simile vale per la Turchia, che ha recentemente stretto i controlli sull’uso delle VPN, al punto tale da portare diverse realtà a chiudere i loro server attivi sul territorio. O per la Russia, in cui le VPN sono paradossalmente legali soltanto nel momento in cui i loro fornitori accettano di condividere con il governo nazionale informazioni sensibili relative agli utenti che le utilizzano. 

Le VPN sono invece totalmente illegali in Paesi quali la Bielorussia, l’Iraq, l’Oman, l’Iran e la Corea del Nord. Le ragioni dietro il divieto sono spesso legate a una possibile associazione di questa tecnologia a potenziali scopi terroristici. Ed esistono nazioni in cui è comunque possibile fare una richiesta straordinaria di utilizzo delle reti virtuali private. 

Infine esistono anche Paesi in cui le VPN sono legali, ma fondamentalmente inefficaci, visto lo strettissimo controllo dell’autorità sulle attività degli utenti sul web. Si pensi in tal senso all’Egitto, in cui il controllo della rete nazionale offusca automaticamente diversi servizi di reti virtuali private. 

Cosa cambia tra VPN e navigazione in incognito

VPN

Funstock / Shutterstock.com

Nonostante la VPN venga spesso scelta dagli utenti per ragioni di privacy online, questa tecnologia non deve essere confusa con la navigazione in incognito: una modalità ormai disponibile sulla stragrande maggioranza dei browser web sul mercato. 

In effetti il termine navigare in incognito rischia di suggerire un livello di anonimato e sicurezza informatica superiore a quello effettivamente garantito. Questa funzione infatti si limita a impedire al browser di salvare una selezione limitata di dati: ad esempio i cookies, la cronologia, o i testi caricati all’interno di moduli e form. 

Al contrario le VPN impediscono a parti terze di accedere alle informazioni sensibili dell’utente attraverso una serie di servizi. Si pensi in tal senso al mascheramento dell’indirizzo IP da cui si si connette, ma anche all’instradamento dei dati di rete all’interno di una rete protetta dalla crittografia

Attraverso le VPN è dunque effettivamente possibile accedere a portali e piattaforme in Internet senza lasciare tracce. Così come è possibile accedere a siti che bloccano l’accesso in base alla geolocalizzazione dell’IP, connettendosi ad altri server dislocati nei diversi Paesi del mondo. 

Cosa non si può fare con le VPN

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Shutterstock

Come anticipato nei capoversi precedenti esistono diversi utilizzi legittimi delle VPN. Basti pensare a tutti coloro che le usano per accedere in sicurezza ai server del proprio ufficio. O a coloro che le scelgono per una navigazione libera da banner o inserzioni pubblicitarie. 

Allo stesso tempo è importante ribadire che non è assolutamente consentito utilizzare le reti virtuali private per accedere a servizi che, in un modo o nell’altro, violano la legge. Si pensi in tal senso alle piattaforme che propongono contenuti in streaming on demand senza rispettare il diritto d’autore. Ma anche alla possibilità di “nascondersi” attraverso le VPN per accedere a qualsiasi genere di sito che presenta o vende materiale illecito. 

Infine esistono tantissimi hacker e, più in generale, malintenzionati del web, che ricorrono alle VPN o per perpetrare truffe a danno dell’utente senza esporre la propria identità. Inutile sottolineare che, anche in questo caso, si tratta di comportamenti illegali, che non vengono in alcun modo legittimati dall’utilizzo di una tecnologia in assoluto consentita. 

Nonostante le VPN siano legali, non possono essere utilizzate per accedere a materiale o servizi illeciti. 

Attenzione poi a non dare per scontato che l’uso delle VPN garantisca anonimato assoluto. Esistono infatti diverse circostanze in cui un’autorità può comunque accedere alle informazioni private di un utente protetto da reti virtuali private. 

Innanzitutto la Polizia Postale italiana e i suoi corrispettivi nel mondo spesso dispongono di strumenti informatici avanzati attraverso cui riescono comunque a risalire a un indirizzo IP, con la collaborazione più o meno consapevole del singolo utente. 

Si pensi in tal senso ad esche come siti civetta creati per attrarre potenziali malintenzionati, ma anche a trojan che però non danneggiano il dispositivo che li ospita, limitandosi a monitorarlo. 

Inoltre, alla presenza di determinati presupposti, lo stesso servizio VPN potrebbe essere costretto a condividere le informazioni relative a un utente accusato di avere commesso un reato, a prescindere dalle privacy policy.

Per saperne di più: VPN, cos'è e come funziona

Domande frequenti (FAQ)

  • Cosa dice la legge rispetto alle VPN?
    Le VPN sono legali in Italia se utilizzate correttamente, ma in altri Paesi possono essere proibite.
  • Cosa cambia tra VPN e navigazione in incognito?
    La navigazione in incognito non offre lo stesso livello di sicurezza e anonimato delle VPN, che crittografano i dati e nascondono l'IP.
  • Cosa non si può fare con le VPN?
    Non è consentito utilizzare le VPN per attività illegali come violazione del diritto d'autore o accesso a materiale illecito.
  • Come possono essere violate le informazioni private degli utenti VPN?
    Autorità come la Polizia Postale possono risalire a un indirizzo IP anche con l'uso di VPN, e in certi casi i servizi VPN possono condividere informazioni degli utenti accusati di reati.
  • In quali Paesi le VPN sono illegali?
    Le VPN sono illegali in Paesi come Bielorussia, Iraq, Oman, Iran e Corea del Nord, spesso per timori legati al terrorismo.
A cura di Cultur-e
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